Intolleranze alimentari: principali cause e sintomi

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Negli ultimi anni sempre più persone soffrono di intolleranze alimentari. Perché?
Cosa è cambiato nella nostra alimentazione e nel nostro corpo?
scopriamone insieme le principali cause, a volte sottovalutate...

Intolleranza al glutine

L’intolleranza più comune è quella al glutine
un tipo di proteina presente in numerosi cereali: 
grano, farro, segale, kamut, orzo, bulgur... 

Da non confondere con la celiachia, una vera e propria allergia al glutine.
Per saperne di più ti consiglio di leggere l’articolo "Cereali con e senza glutine".

Il problema principale è che il grano che mangiamo al giorno d'oggi, purtroppo, non ha più nulla a che vedere con quello che si mangiava decenni fa, poiché ha subito numerose ibridazioni per aumentare la sua produttività e anche il suo contenuto in glutine, con l'obiettivo di migliorarne il processo di panificazione.

 Inoltre questi cambiamenti si sono verificati in un intervallo di tempo cosí corto che i nostri enzimi digestivi non sono stati in grado di adattarsi e quindi di riconoscere questo tipo di grano.

Come conseguenza, ne ricaviamo una cattiva digestione del glutine con una reazione del sistema immunitario all'incontrare i frammenti di questa proteina non digerita correttamente e, inoltre, il silenzioso rilascio da parte del corpo di sostanze pro-infiammatorie che danneggiano le mucose del nostro intestino, rendendolo più permeabile. Questa maggiore permeabilità consiste nella presenza di piccoli buchi nella mucosa intestinale che possono diventare di maggiori dimensioni 
e permettere il passaggio nel sangue di alcune sostanze 
che non dovrebbero passare. 

Come risultato, si crea un'ulteriore infiammazione e un'ulteriore risposta del sistema immunitario... un mecanismo di difesa da cui è diffcile sottrarsi.

Origine delle intolleranze alimentari

L'origine di intolleranze alimentari come questa, è sempre più correlato a:

  • cattiva salute dell'intestino
  • squilibrio della flora batterica intestinale
  • permeabilità eccessiva della  mucosa intestinale.

Quindi il mio consiglio è:

  • ridurre drasticamente dalla dieta l'alimento che provoca l'intolleranza per almeno 2 o 3 mesi. Se possibile, non lo eliminerei del tutto se l'intenzione è quella di poterlo introdurre nuovamente nella dieta.
  • durante questo periodo di tempo, prendersi cura del propio intestino, migliorando un'eventuale stato di infiammazione e permeabilità della mucosa 

E solo successivamente introdurre nuovamente e poco a poco l'alimento, possibilmente migliorando la qualità ricercata 
(nel caso del glutine, scegliendo un grano meno modificato, integrale e di origine biologica).

Principali sintomi di intolleranza alimentaria

Questi sono solo alcuni dei sintomi che potrebbero farci pensare che stiamo soffrendo una intolleranza alimentaria: 

  • diarrea, stitichezza, gonfiore addominale
  • difficoltà a perdere peso 
  • affaticamento, maldi testa
  • malattie infiammatorie
  • depressione, ansia
  • vertigini

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alimentazione sana

Letto 279 volte Ultima modifica il Lunedì, 28 Maggio 2018 23:00
Enrica Castellar

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