L'intuito: sesto senso

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Quante volte abbiamo fatto finta di non percepire il nostro sesto senso e abbiamo preso decisioni facendoci guidare da altre persone piuttosto che da quella vocina interiore?
I consigli sono sempre utili, le critiche ci fanno crescere… ma perché reprimere quello che davvero si ha dentro? Non è sbagliato sentire qualcosa di diverso rispetto agli altri, desiderare cose a volte anche folli o pensare che avresti fatto esattamente la cosa opposta, se solo avessi ascoltato quella “voce” dentro di te!
Che il sesto senso esista e che sia di vitale importanza come gli altri cinque sensi è per me una verità e certezza assoluta, come lo so? Te lo racconto attraverso la mia esperienza…

Circa quattro anni fa decisi, dopo tanto riflettere, di seguire quello che, da ormai troppi anni, c’era dentro di me. La mia vita in apparenza sembrava “perfetta”: buona salute, un lavoro inerente ai miei studi, un appartamentino in centro condiviso con il mio splendido ragazzo, amici e famiglia vicini e addirittura la possibilità di viaggiare.
Eppure, io lo sentivo… qualcosa mancava, qualcosa di così importante da arrivare a farmi esplodere e a non farmi apprezzare più tutto quello che mi circondava.
C’è chi mi diceva che ero viziata, chi pensava che realmente non sapessi manco io quello che volevo e chi era convinto che mi sarei solo infilata nei guai, perdendo tutto quello che avevo raggiunto. In effetti potevano aver ragione… quello che avevo era una certezza, ma quello che cercavo era il buio totale, un enorme punto di domanda.
Quello che non capivano era cosa esattamente stavo cercando: una connessione profonda con me stessa e con quello che davvero volevo fare nella mia vita.
Capita spesso che famiglia e amici ti dondolino nella vita, aiutandoti nelle scelte e nei percorsi… ed è piacevole e, lo ammetto, anche comodo. Ma io non volevo più essere cullata, volevo camminare da sola e sbagliare da sola.

Così, determinata e appoggiata da poche persone che mi trasmettevano forza e speranza, nel marzo 2013 con una piccola valigia, presi un pullman notturno e viaggiai 11 ore verso quello che per me da anni era diventato un luogo più che familiare: la Spagna. 

valigia
Addirittura alcuni amici spagnoli mi dicevano di tornare indietro, la crisi era ovunque e anche lì non aveva risparmiato la gente. Arrivai in un clima di disoccupazione notevole, dove per pochi soldi anche un laureato accettava qualsiasi lavoro, dove le città avevano perso parte dello splendore e dove le attività rimaste aperte trasmettevano stress e tensione. Ma arrivai anche in un ambiente diverso da quello a cui ero abituata, con gente piena di voglia di vivere e di sperimentare, con allegria comunque presente nelle loro feste e, almeno nel caso della città dove ero capitata, con una sensazione di tranquillità e libertà che non avevo mai provato prima.
Inutile dire che ne rimasi affascinata e così… continuai a seguire il mio istinto.
Cercai subito tre cose: un appartamento, un lavoro e soprattutto me stessa. Per quest’ultimo punto mi ritrovai ad entrare sempre più spesso in erboristerie e negozi di prodotti naturali… da qualche anno avevo iniziato a studiare per conto mio le proprietà delle piante medicinali e i rimedi caserecci per piccoli problemi di salute, ma non avevo ancora capito del tutto il perché; in fondo avevo studiato per 5 anni chimica e prodotti farmaceutici… ora perché ricercavo una cura nel mondo opposto a quello della medicina convenzionale? Decisi di scoprirlo… e mi iscrissi finalmente a un corso di naturopatia della durata di ben tre anni!
Non sapevo se l’avrei mai finito, non sapevo se sarei rimasta in Spagna e non sapevo se davvero avrei perso tutto quello che avevo “conquistato in Italia”, ma mi sentivo felice e, forse per la prima volta, stavo ascoltando quella vocina dentro di me.

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Sono passati quattro anni da allora, la scuola di naturopatia l’ho finita e ho trovato anche il tempo per iscrivermi ad altri corsi e per partecipare a congressi ed eventi, sempre inerenti alla medicina naturale. Ora so chi sono davvero, cosa stavo cercando e soprattutto mi sento in pace con me stessa e con le mie idee. So cosa voglio trasmettere al prossimo, so quali sono i miei limiti e ho imparato ad ascoltare il mio sesto senso, un senso preziosissimo per me.
Per fortuna e con attenzione, sono riuscita a non perdere quello che avevo raggiunto in Italia trasformandolo e adattandolo alla mia nuova vita; ma soprattutto, ed è per me il traguardo più grande, sono riuscita a non perdere me stessa e a trovare la strada più adatta a me, smettendo di seguire quello che gli altri, nel bene o nel male, volevano per me e credendo nel mio intuito. Non è stato facile, ci sono stati e tutt’ora ci son sacrifici da fare, ma mai e poi mai tornerei indietro nei miei passi.

Credo che la vita sia un bene prezioso anche perché abbiamo la capacità e la fortuna di poter scegliere come viverla. Nel mio caso è stato semplice ed è bastato salire su un pullman, sono consapevole che ci siano casi molto più estremi e difficili. Ma comunque sia, io invito sempre amici, familiari e pazienti a credere in quello che c’è dentro di ognuno di loro, ascoltare i propri pensieri e le proprie emozioni, lottare, provare, sognare, lanciarsi, vivere e lasciare che quella vocina, unica e speciale per ognuno di noi, ameno ogni tanto, venga ascoltata.

Grazie per aver letto questo articolo

Letto 262 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Ottobre 2017 23:40
Enrica Castellar

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