Sempre più spesso arrivano alla mia consulenza pazienti con una intolleranza al lattosio; preoccupati, mi chiedono cosa non devono mangiare e se eliminare i latticini dalla dieta è un rischio per la mancata assunzione di calcio. Andiamo a vedere un quadro generale di questa intolleranza...

L'intolleranza al lattosio è una delle intolleranze più comuni in Italia, ne soffrono adulti e piccini ed è causata da una carenza dell'enzima lattasi. 
L'apparato digerente non riesce ad assimilare il lattosio, uno zucchero presente nel latte e in altri alimenti, che passa così indigerito attraverso l'intestino; quando arriva al colon la microflora lo trasforma in idrogeno e acidi organici, ed è proprio l'idrogeno a causare i tipici sintomi quali gonfiori addominali, meteorismo, coliche. Inoltre, a causa del lattosio assunto, si verifica un richiamo d'acqua che causa diarrea, di solito dopo 30-120 minuti dall'ingestione.

Purtroppo in caso di intolleranza al lattosio l'unica cura possibile consiste nell'eliminare o ridurre, a seconda del caso, l'assunzione di questo zucchero. Non per tutti però è necessario eliminarlo completamente, poichè ognuno di noi ha una tolleranza diversa, che puó inoltre cambiare nel corso della vita.

Un po' di dolcezza nella vita ci vuole! E i dolci sono dei veri e propri "salvavita" in certi momenti!
Basta non esagerare con gli zuccheri e i grassi ed evitare certi ingredienti come panna, zucchero bianco, creme, cioccolato e tutti quegli additivi artificiali tipici dei prodotti industriali.
Preparare dolci in modo più sano è possibile, dai un'occhiata a queste ricette...

Biscotti all'arancia

biscotti 2

INGREDIENTI:

  • 100 g succo d'arancia
  • 70 g olio di cocco
  • 100 g di zucchero di cocco (o integrale in alternativa)
  • 200 g farina integrale
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • scorza di 1 arancia
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Avete mai sentito parlare di un trattamento indirizzato direttamente alla cellula, ovvero alla più piccola struttura vivente?
Il tuo corpo è formato da  ben 10000-30000 milioni di cellule in comunicazione tra loro, ed ognuna di esse deve essere in salute e ricevere i nutrienti necessari per svolgere le sue innumerevoli funzioni in modo corretto. Se questo non avviene, ecco l'insorgere di sintomi, problemi, malattie.
Se vogliamo stare davvero bene, non basta eliminare qualche sintomo fastidioso con i farmaci o comprare qualche rimedio naturale in erboristeria, bisogna andare molto più in profondità fino ad arrivare appunto al benessere delle nostre cellule. Ma come fare?

Obiettivo della nutrizione cellulare attiva

L’obiettivo della nutrizione cellulare attiva è quello di permettere ad ogni persona di incontrare uno stato di energia, vitalità e armonia, ovvero di salute che, secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), è uno "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia". Bisogna infatti prendere in considerazione l’individuo nel suo insieme, includendo il suo stile di vita, la sua alimentazione, le sue esperienze emozionali… poiché esiste una stretta relazione tra tutto questo e la salute.

Questo mi sembra proprio un buon tema da affrontare, visto che ormai sta diventando abbastanza comune incontrare nei supermercati o negli stessi bar un’alternativa al classico latte. Ma perché? É forse una nuova moda? 

Io direi di no, semplicemente mi sembra un'ottima alternativa a qualsiasi bevanda per la colazione: è un modo per bere meno latte, meno caffè, meno tè... e per provare nuovi sapori!
Certo è un'importante bevanda nel caso di intolleranza al lattosio ma, se avete letto il mio articolo "Proteine animali", saprete già qual è il mio punto di vista riguardo al latte e ai latticini: 
ridurli al minimo! Come già ho commentato in quell'articolo, i vari tipi di latte vegetale sono meno calorici (ma non privi di calorie), senza grassi saturi (ma ricchi di grassi insaturi buoni per l'organismo) e ricchi di proteine, minerali, vitamine.

Il mio consiglio è quello di alternare ogni settimana il tipo di latte vegetale da bere e non comprare per esempio sempre e solo quello di soia; a mio avviso, qualsiasi alimento consumato in eccesso può avere delle controindicazioni, soprattutto se non siamo sicuri della qualità del prodotto.
IO personalmente ho iniziato a bere il latte vegetale qualche anno fa, ne sono rimasta colpita dal sapore e in seguito ho notato che il latte di vacca mi risultava sempre più pesante sia da bere che da digerire (a oggi difficilmente ne cerco il sapore, ma può capitare che un bel cappuccino o una buona cioccolata calda mi ricordino della sua esistenza). Con il tempo però il latte vegetale mi è piaciuto così tanto da decidere di prepararmelo in casa... e anche questo è uno dei motivi per cui scrivo questo articolo. Ma andiamo per gradi...

Proprietà dei cavoli e famiglia (Brassicacee)

I cavoli appartengono alla famiglia delle Brassicacee e li troviamo in natura in gran varietà: cavolo cappuccio, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo cinese, cavolini di Bruxelles, cavolo portoghese, cavolo rapa, cavolo verza, romanesco, broccoli, cavolfiore verde, cavolfiore bianco, cavolfiore rosso.

Sono ricchi di minerali (ferro, zolfo, calcio, rame, iodio, selenio, magnesio, fosforo), fibra, vitamine tra cui la C e l'acido folico, antiossidanti

Sono utili per equilibrare le riserve minerali del corpo, depurare il corpo, ottenere un effetto saziante, aiutare il movimento intestinale e come preventivi nei tumori (Per saperne di più leggi anche http://www.dieta10.it/vita-sana/le-verdure-antitumorali.html#la-famiglia-delle-nbsp-brassicacee).

Al contenere elevate quantità di zolfo, tutti i cavoli quando vengono cotti emanano un cattivo odore. Per non perderne le proprietà si consiglia di cucinarli al vapore.

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La fame nervosa non è una fame reale, ma piuttosto un vizio, una necessità o un impulso causato generalmente causato da uno squilibrio alimentare, un eccesso di stress o uno stato emotivo non trattato.

Non sempre è facile controllarla e per questo è necessario, prima di tutto, scegliere i giusti alimenti per evitare picchi glicemici nel sangue e stress all'interno dell'organismo, principali cause della perdita di controllo a livello alimentare.

Iniziamo subito!

L'alimentazione nella fame nervosa

Il primo consiglio che ti do è: organizza la tua alimentazione e dividila in 5 pasti diari.

In caso tu stia seguendo una dieta dimagrante, che preveda l'eliminazione totale, o quasi, dei carboidrati (zuccheri in generale), sappi che stai chiedendo al corpo uno sforzo extra per eseguire tutte le sue funzioni e quindi stai tu stesso generando una sorta di stress all'interno dell'organismo; questo si traduce in malumore, irritabilità, stanchezza, depressione, fame nervosa.

Proprietà della mela

È ricca di acqua, zuccheri (soprattutto fruttosio), pectina (fibra solubile), amminoacidi e minerali come il potassio.

È antidiarroica e lassativa a seconda della necessità, grazie alle proprietà della fibra che contiene.

È diuretica, depura l'organismo, elimina gli acidi urici, abbassa i livelli di colesterolo e di zucchero nel sangue (consigliata per i diabetici).

È un vero e proprio antinfiammatorio dell'intestino (utile in caso di colite) ed un ottimo antiacido e antiulcera

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Proprietà del grano saraceno

Si conosce anche con il nome di alforfón, non è un vero cereale ma un frutto però, a causa del suo alto contenuto in amido, viene considerato un cereale.
È ricco di proteine, acidi grassi insaturi, vitamine del gruppo B e minerali (tra cui ferro e magnesio). Contiene carboidarti complessi, ad assorbimento lento, ed è quindi consigliabile in qualsiasi dieta come piatto principale o per accompagnare un piatto proteico.

Non contiene glutine ed è quindi consumibile da persone celiache.

Si digerisce facilmente, è molto nutritivo e si consiglia in periodi di convalescenza, stanchezza e in anemie ferropeniche.

Apporta inoltre calore e stimola il metabolismo (ottimo brucia grassi).

Come cucinare il grano saraceno

Cuocere per 15-20 minuti in acqua in ebollizione, girando ogni tanto con un mestolo di legno.

Normalmente in proporzione si utilizza la quantità doppia d'acqua rispetto a quella del grano saraceno da utilizzare.

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Oggi, a grande richiesta delle mie care lettrici, parliamo di capelli! Quale alimentazione aiuta a rinforzare e aumentare la salute del capello e quali sostanze naturali bisogna ricercare in un buon shampoo, balsamo o qualsiasi altro prodotto da applicare direttamente.

Alcuni fattori esterni, come lo stress, l'età, lo smog, il contatto con ingredienti chimici, le tinte per capelli, il sole, ... possono danneggiare la salute del capello, lasciandolo più fragile e debole. Ma la prima cosa da migliorare è sicuramente l'alimentazione, riempiendo i piatti di proteine di buona qualità, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali.

10 alimenti che rinforzano i capelli

  • Verdura verde (spinaci, coste, lattuga, broccoli, ...) ricchi di vitamine e clorofilla.
  • Carote, ricche di betacarotene, potente antiossidante che protegge il capello.
  • Frutta secca, specialmente mandorle e noci.
  • Cereali integrali, contenenti molti minerali utili per la salute.
  • Lievito di birra, con proteine, vitamine B e minerali.
  • Agrumi, ricchi di vitamina C, che stimola la produzione di collagene.
  • Yogurt naturale, contenente ottime proteine di qualità. 
  • Pesce azzurro (salmone, tonno, sardine, ...) ricco di acidi grassi Omega 3.
  • Uova, per il suo elevato valore nutritivo.
  • Legumi, ricchi di proteine e biotina, essenziale per rinforzare i follicoli piliferi.
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Proprietà della carne

Fa parte degli alimenti contenenti proteine con un elevato valore biologico, utili per il mantenimento e la costruzione dei tessuti e fondamentali per la vita dell'uomo (vedi "a cosa servono le proteine"). Inoltre è ricca di acqua, lipidi, vitamine del gruppo B (specialmente B12) e ferro.

Può essere classificata in base al colore che assume dopo il processo di macellazione:

- carni bianche (tacchino, coniglio, pollo, agnello, capretto, ecc.), più facilmente digeribili. 

- carni rosse (vitello, manzo, bue, vacca, cavallo, maiale, ecc.), hanno questo colore per la maggior presenza di sangue e quindi di ferro.

- nere (cervo, capriolo, cinghiale, ecc.), povere di grassi ma più difficili da cucinare.

Per evitare che la carne si indurisca e diventi di difficile digestione, si consiglia di cuocerla a basse temperature, al vapore, stufata o lessa. 

Per ulteriori informazioni leggi anche l'articolo "Proteine animali"

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